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Articoli
Artitolo su "Il Borghese" di Maggio
07 Maggio 2012
Nuovo artitolo di Romano Franco Tagliati su Il Borghese. Nel numero di Maggio "«Piraña» nell'acquario - Tutti i partiti sono uguali".
L'incipit: "FINANZIAMENTO pubblico dei partiti? Il referendum dice no. Allora rimborsi elettorali. Una furbata. Spendi dieci eprendi cento, anzi duecento. In Inghilterra si spende 25 volte meno, Che fare di quelli rimasti? Sono soldi dello Stato, della comunità, dice il cittadino, andrebbero restituiti. «No. no. Io me li tengo. Li investo, li mando all’estero, compro case... tutto regolare, perché quei soldi sono ormai soldi privati» [...]".
Recensioni
Tagliati, una vita che valeva la pena di raccontare
20 Aprile 2012
Pubblicata una recensione su Tagliati su Il Giorno del 25 Marzo 2012. Il titolo, l'evocativo "Tagliati, una vita che valeva la pena di raccontare", riassume le peculiarità del personaggio Tagliati, nel contempo autore e protagonista di storie narrate.
L'incipit: "Monzese d'adozione, ha una vita spericolata, densa di colpi di scena come fossero due vite Romano Tagliati, direttore commerciale e poi amministratore delegato in un'azienda meccanica, ma scrittore per vocazione da sempre. [...]".
Articoli
Artitolo su "Il Borghese" di Marzo
29 Febbraio 2012
Nuovo artitolo di Tagliati su Il Borghese. Nel numero di Marzo "Nebbia sul Naviglio - Nostalgia di un'altra Milano".
L'incipit: "NELLA Milano degli anni sessanta c’era la «mala», quella cantata da Gaber, un manipolo di ladruncoli col vestito a righe tra i quali primeggiava un Cerutti Gino, eroe per gli amici del bar, che di notte rubavano, o vigilavano sulle fanciulle in fiore - che battevano intorno alla Centrale - e, di giorno, andavano in giro per i caffè dove fumavano Camel e inneggiavano al mitico bel René, salito in quegli anni all’onore delle cronache. [...]".
Foto, citazioni ed altri contenuti:
…un Tagliati disincantato, un radar di emozioni, quello che si aggirava per le vie di Berlino, metafora della Germania intera del dopo-dopoguerra, in cui si abbracciavano finalmente i fratelli separati, ma non era tutta gioia, «perché il muro, anche se demolito, lascia lacrime che non si possono più tergere».Nicola D’Amico(Corriere della sera)
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