Narrativa

Diario di bordo e altre storie

23 Gennaio 2012

Copertina del libro

Casa editrice: Ipertesto Edizioni

Non tre, ma sei uomini in barca. Ogni riferimento è puramente casuale, poiché, al contrario di quella raccontata da Jerome Klapka Jerome, la storia che dà il titolo al libro è tutta vera. Una navigazione difficile, improvvisata, per certi versi brancaleonesca, che fornisce all’autore l’occasione per interrogarsi sulle persone che gli stanno intorno, ma anche per specchiarsi, per guardarsi dentro. La barca, veramente esistita, da qualche parte esiste ancora.

La vicenda, vista oggi, potrebbe essere la rappresentazione emblematica di una società parolaia, consumista e fintamente cameratesca, guidata da chi ne sa meno, e perciò sempre in bilico tra momenti esaltanti, delusioni e avvenimenti in cui è continuamente in agguato un finale terribile.

Le storie che seguono, anche se apparentemente staccate, sono sempre figlie “della stessa barca”, che naviga sul grande fiume che si chiama vita. Sogni assurdi, storie felliniane, a volte paradossali, com’è paradossale quasi tutto ciò che da qualche tempo accade intorno a noi.

…un Tagliati disincantato, un radar di emozioni, quello che si aggirava per le vie di Berlino, metafora della Germania intera del dopo-dopoguerra, in cui si abbracciavano finalmente i fratelli separati, ma non era tutta gioia, «perché il muro, anche se demolito, lascia lacrime che non si possono più tergere».Nicola D’Amico(Corriere della sera)

Romano Franco Tagliati
Particolare dello studio
Particolare dello studio
Con i figli, Rimini 1975
Con i figli, a Rimini, 1975
con i Figli
Con i figli al Passo del Giovo