Diario di bordo e altre storie

Copertina del libro

Casa editrice: Ipertesto Edizioni

Non tre, ma sei uomini in barca. Ogni riferimento è puramente casuale, poiché, al contrario di quella raccontata da Jerome Klapka Jerome, la storia che dà il titolo al libro è tutta vera. Una navigazione difficile, improvvisata, per certi versi brancaleonesca, che fornisce all’autore l’occasione per interrogarsi sulle persone che gli stanno intorno, ma anche per specchiarsi, per guardarsi dentro. La barca, veramente esistita, da qualche parte esiste ancora.

La vicenda, vista oggi, potrebbe essere la rappresentazione emblematica di una società parolaia, consumista e fintamente cameratesca, guidata da chi ne sa meno, e perciò sempre in bilico tra momenti esaltanti, delusioni e avvenimenti in cui è continuamente in agguato un finale terribile.

Le storie che seguono, anche se apparentemente staccate, sono sempre figlie “della stessa barca”, che naviga sul grande fiume che si chiama vita. Sogni assurdi, storie felliniane, a volte paradossali, com’è paradossale quasi tutto ciò che da qualche tempo accade intorno a noi.

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Tagliati attraversa con i suoi personaggi tante decisioni politicamente “opportune” ma umanamente inique che feriscono la viva carne degli uomini (…) Sergio Balestrieri (Avvenire)

Fateme penzà...
Fateme penzà...
Tagliati ritratto da Guido Maggi
Ritratto di Guido Maggi

– giurate di dire la verità, tutta la verità?
– e voi, giurate di credermi?
 

L'autore nella sua casa
L'autore nella sua casa