Ma si può chiamare Patria?

Copertina del libro 'Ma si può chiamare Patria'

Casa editrice: Ipertesto Edizioni

"Difficile, a questo punto, spiegare agli italiani che cosa abbia realmente significato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica."

Ecco il sunto della lettura che Tagliati dà del contesto italiano, di quell'Italia che si chiede, provocatoriamente, può chiamarsi Patria.

Un punto di vista mai banale, senza polemica, schietto, che abbraccia diversi ambiti in ottica nazionale, senza dimenticare di come siano ormai calati, o dovrebbero esserlo, nella realtà europea.

In un periodo dove "mai come oggi etica e politica mi sono sembrate così lontane" Romano Tagliati osserva partendo dalle radici storiche della nostra cultura. E il filo del suo ragionamento lo porta a provare a capire l'odierno, e darne la sua interpretazione e opinione.

Il tutto, come al solito, senza peli sulla lingua.

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Tagliati attraversa con i suoi personaggi tante decisioni politicamente “opportune” ma umanamente inique che feriscono la viva carne degli uomini (…) Sergio Balestrieri (Avvenire)

Fateme penzà...
Fateme penzà...
Tagliati ritratto da Guido Maggi
Ritratto di Guido Maggi

– giurate di dire la verità, tutta la verità?
– e voi, giurate di credermi?
 

L'autore nella sua casa
L'autore nella sua casa