Dopo la guerra

Alla fine dicesti
È finita
Guardasti in alto
Oltre il crinale della montagna del Carso
Dove ancora scendeva la neve
Poi giù nella pianura
Piena di stupore e di silenzio.
Dicesti è finita
Poi ti girasti dall’altra parte
E lentamente
T’avviasti sulla strada di casa
Anche se le tue mani
Non erano pulite
Anche se il tuo cuore
Non era in pace
Anche se mai ti avrebbe abbandonato
Il ricordo
Degli occhi che
Avevi guardato morire
E giurasti
Che mai
Mai più avresti ubbidito a un simile comando.
Ai tuoi figli dicesti
Fosse stato per me…
Ma ho dovuto difendermi
Contro un altro
Che ha dovuto difendersi.
Ma che gente siamo?
E Cristo?
Il Cristo del discorso della montagna
Avrebbe mai compreso
Il discorso delle patrie?
E l’amor di patria
Contro un’altra patria
Era ancora amore?
Ora tu ti volgesti dall’altra parte
E ai tuoi figli dicesti
Che questo
Che questo era ieri
E che domani
Sarebbe stato un altro giorno
Un giorno nuovo
Domani faremo l’Europa
Di tanti popoli
Un popolo solo
Di tanti nemici
Nemici di ieri
Tanti fratelli
Perché l’amore vince
Perché l’amore
Solo l’amore
È universale.
Noi che sappiamo
Noi che sappiamo illuderci
Noi che sappiamo
Che sappiamo mentire
Ci girammo
Ancora una volta
Dall’altra parte.

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Bertolt Brecht durante una regia a Berlino Est nel  febbraio del 1956
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l'intuizione e l'idea
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La poetessa preferita: Anna Achmatova
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Casa di Eleonora Duse
Casa di Eleonora Duse

Tagliati non si nega grandi ambizioni. Tra i letterati di spicco lui già c’è, e pretende di affermarsi ulteriormente. A buon diritto. Davide Mattellini (Voce di Mantova)

Ritratto fotografico di Romano Franco Tagliati
Ritratto fotografico